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giovedì, 21 giugno 2007

LA VERITA’ SU BOLOGNA,UN NOSTRO DIRITTO E UN LORO DOVERE
Dal 1969 al 1984 l’Italia fu un paese martoriato ed insanguinato dalle bombe dello stragismo politico di cui ancora oggi non si conoscono i mandanti e poco si sa degli esecutori.
In particolare l’estate del 1980 fu caratterizzata da due delle più significative stragi di quegli anni: quella del 27 Giugno 1980 nei cieli di Ustica e quella del 2 Agosto del 1980 alla stazione di Bologna.
Mentre per la prima strage quell’indegna macchina viziosa e viziata che è la giustizia italiana non ha dato nessun colpevole rifiutando anche di concedere ai familiari delle vittime un qualsiasi tipo di risarcimento, per la seconda invece gli agnelli sacrificali da dare in pasto alle associazioni dei familiari,ai media controllati ,alla storia faziosa e a tutti, sono ancora oggi tre: Valerio Fioravanti,Francesca Mambro e Luigi Ciavardini.
Sin dall’inizio fu creato un alone di mistero su quanto avvenuto quel 2 Agosto:si parlò dello scoppio di una caldaia all’interno della stazione ma quando fu accertato con sicurezza che l’esplosione venne provocata da un ordigno,la magistratura decise di perseguire la pista della “trama nera”.
Ed è per questo che la lapide commemorativa eretta alla stazione un anno dopo parla di “strage fascista” nonostante all’epoca mancasse ancora la sentenza definitiva della condanna di Fioravanti e della Mambro.
Questo aspetto della vicenda ci lascia capire come le indagini concentrate nell’ambiente neofascista non furono che un complotto per colpire e spazzare via del tutto un mondo in vistosa ripresa anche elettorale.
Infatti una repressione sistematica colpì l’estrema destra italiana con arresti,sequestri,scioglimenti e perquisizioni dopo quel fatidico 2 Agosto 1980.
Per sostenere la colpevolezza della Mambro e di Fioravanti furono arruolati da servizi segreti e magistratura personaggi subdoli ed ambigui come Massimo Sparti che inventò una fantomatica confessione fattagli da Giusva dopo l’attentato e che si contraddisse numerose volte nella ricostruzione dei fatti.
Recentemente il figlio di questo ladruncolo vicino alla Banda della Magliana ha rivelato che suo padre gli confessò in punto di morte di aver sempre mentito,anche sulla malattia mortale che disse di avere per uscire di carcere.
Ma in questa torbida e inspiegabile vicenda non c’è limite all’assurdità ed è per questo che il coinvolgimento di Luigi Ciavardini nel processo appare inconcepibile in un paese che si dichiara civile e che aspira a tutelare il diritto e la libertà dei suoi cittadini..
Ciavardini viene infatti coinvolto in seguito alle dichiarazioni del mostro del Circeo Angelo Izzo che,dalle accuse che Raffaella Furiozzi muove a due giovani militanti di TP, Nanni De Angelis e Massimiliano Taddeini, deduce “logicamente” la colpevolezza di Luigi nell’attentato di Bologna perché era lui il capo dei due ragazzi.
Ma sia Taddeini che De Angelis vengono scagionati dall’infamia costruita dalla Furiozzi e da Izzo grazie alla prova video Rai di una partita di football che i due stavano giocando di fronte a migliaia di persone dal vivo e milioni grazie all’etere.
A questo punto dovrebbe cadere di conseguenza l’accusa mossa a Ciavardini come di conseguenza era nata e invece ciò non avviene perché l’allora diciassettenne membro dei NAR era quel giorno in compagnia proprio dei due imputati del processo, la Mambro e Fioravanti.
Si trovavano tutti e tre latitanti e tutti e tre a Padova.
Le farneticazioni di Izzo sono fruttuose per il mostro che riesce ad ottenere il ruolo di collaboratore di giustizia e quindi la libertà sperata che gli servirà per uccidere altre due povere innocenti.
Ciavardini da testimone dell’innocenza della Mambro e di Fioravanti diventa il terzo imputato di questo processo proprio perché è l’unico personaggio coinvolto in questa vicenda a non rinunciare alla volontà di difendere la verità nonostante le minacce velate da consigli.
Oggi la condanna a 30 anni che gli ha inflitto la magistratura di questa repubblica pulcinellesca è definitiva come sono definitive le condanne di Mambro e Fioravanti e come è definitiva la morte dell’86esima vittima di quest’immane strage:la verità.
A morire sotto i colpi dei forcaioli di turno,degli impostori interessati e di uno Stato assassino o almeno complice è quella verità già violentata tante volte nel corso di questi 60 anni di vita repubblicana a Ustica, sull’Italicus, in piazza Fontana e a Bologna.
Ma l’innocenza di Luigi Ciavardini non è morta,anzi, è viva da oltre 27 anni e la grande partecipazione popolare avuta lo scorso 15 Giugno a Napoli in occasione della conferenza e del concerto organizzati dal “Comitato L’ora della verità” non fa che confermare la convinzione che sempre più persone,indipendentemente dal colore politico, hanno: Ciavardini è innocente!
Tantissime persone giunte da ogni parte d’Italia hanno affrontato i numerosi problemi che può comportare un viaggio fino a Napoli in una giornata lavorativa hanno vissuto 7 ore di intensa partecipazione con iniziative di solidarietà,dibattiti, bella musica e cameratismo.
La voce dei presenti si è fatta sempre più forte durante il concerto per arrivare anche a Luigi,rinchiuso nel vicino carcere di Poggioreale e ripresosi immediatamente da un intervento chirurgico.
Il castello di menzogne costruito intorno a questa vicenda potrà essere abbattuto soltanto se tutti noi che crediamo nel trionfo della verità e della giustizia sapremo restare uniti senza bandiere politiche ed ideologiche ma con l’identica convinzione che Luigi Ciavardini,un uomo innocente,non merita una condanna così ingiusta ed infamante.
Chiudere un processo troppo scomodo per questa Repubblica delle banane è fin troppo facile ma è proprio per questo che chi ha ancora voce con cui protestare, è accorso a Napoli questo 15 Giugno dimenticando qualsiasi impegno che potesse ritenersi valido: di fronte alla condanna di un innocente non c’è scusa che tenga,di fronte alla lotta da intraprendere per il trionfo della verità sulla calunnia non c’è giustificazione.
Venire a Napoli è stato un obbligo morale, un vincolo che ci lega per sempre al sostegno di chi da 27 anni è innocente nonostante una condanna infame, che ci lega alla verità e alla giustizia.

Nidux | 16:41 | commenti (2) | link